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A CHI DIFFAMA SU FACEBOOK NON BASTA CANCELLARE IL PROFILO PER RESTARE IMPUNITO
Avv. Giuseppe Missimi
risponde

Ormai troppo frequentemente gli appassionati di social network dalla coscienza poco limpida ricorrono all'espediente di creare profili ad hoc per insultare pubblicamente qualcuno per cui nutrono sentimenti astiosi pregressi e successivamente puntare a restare impuniti cancellando opportunamente il profilo. Senza qui entrare nel merito sulla differenza di conseguenze per chi crea profili riferiti a terzi, persone inventate, ne sulla tipologia di reato per chi destina insulti a terzi ( la Corte di Cassazione propende per la diffamazione e non per l'ingiuria), va precisato che la strategia di cancellare il profilo, supportata da chi gestisce i server di facebook che non effettivamente cancella ogni dato nel momento in cui un profilo non è più in essere, tutto ciò malgrado, una analitica disamina su dati trasversali, quali indirizzi IP e relativi orari di collegamento fornisce agli organi inquirenti la possibilità di accedere ad un quadro probatorio tutt'altro che labile.
E' il caso di un procedimento  instaurato presso il tribunale di Messina in cui la parte offesa si è opposta ad un'archiviazione ottenendo la prosecuzione delle indagini malgrado il gestore del social network non fosse in grado di fornire i tabulati delle conversazioni.

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